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    Semel Nava

PROMO
ISBN: 9788865640203

E il topo rise

di: Semel Nava

Il romanzo è scritto in 5 parti: storia, leggenda, poesia, fantascienza e diario, la creazione di un ciclo di 150 anni. I

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Nata nel 1954 a Tel Aviv, città in cui viveva con il marito e i due figli gemelli fino alla sua morte nel 2017, era cresciuta tra persone che parlavano lingue diverse (il tedesco, l’ebraico, l’yddish, l’inglese) e si diceva convinta che a spingerla verso la scrittura fosse stato il bisogno di decifrare i segreti e i misteri degli adulti. Per lei, infatti, uno scrittore «è qualcuno che ascolta ciò che non dovrebbe ascoltare, che guarda ciò che non dovrebbe vedere». Nava Semel lavorò a lungo per la televisione e per la radio, e nel suo paese era nota non solo come romanziera per adulti e ragazzi, ma anche come autrice di teatro e poetessa. In Italia ha pubblicato Lezioni di volo (Mondadori, 1997), L’esclusa (Mondadori, 1999), Chi ha rubato la scena? (Mondadori, 2003), I segreti del cuore (Sonda, 2007). E il topo rise fu pubblicato in Germania nel 2007 e in Australia nel 2008. Il libro, che fu diventato un’opera lirica composta da Ella Milch-Sheriff, diretta da Oded Kotler, prodotta da l’Israeli Chamber Orchestra, vincitore del Rosenblum Award della città di Tel Aviv, fu adattato anche in un film.
Libri di Semel Nava
Dettagli

traduzione dall’ebraico di E. Carandina

Il romanzo è scritto in 5 parti: storia, leggenda, poesia, fantascienza e diario, la creazione di un ciclo di 150 anni. Inizia, nel 1999, con la storia di una bambina di cinque anni, come racconterà alla nipote anni più tardi. La bambina è lei (ora la nonna) che fu affidata dai genitori ad una famiglia di agricoltori che vivevano in un remoto villaggio. Lei fu nascosta in una cantina di patate, al buio per circa un anno, con poco cibo, solo un topo in sua compagnia – e violentata ripetutamente dal figlio dei contadini. La seconda parte è il diario della nonna, che getta più luce sul racconto della superstite così come sul titolo del romanzo. Il topo, secondo il mito della creazione alternativa legate dalla nonna, ha chiesto che Dio gli conceda il dono della risata, ma ben presto si rese conto del più miserabile degli errori di Dio:”… In un mondo dove i bambini devono essere nascosti. […] Il caos non è un semplice “difetto” incidentale, ma un completo collasso del sistema. Un mondo deve essere distrutto dalle fondamenta e ricostruito fin dall’inizio”. La nipote condivide poi la storia della nonna con la sua insegnante e così facendo, si innesca una catena di eventi che risuonerà per decenni a venire. Nella terza parte, in cui una raccolta di poesie scritte sulla bambina e il topo è diffusa su internet, è seguita da un rapporto di ricerca (quarta parte), scritto nel 2099 da parte di un antropologo deciso a scoprire le origini del diffuso mito della “bambina e del topo”. Questo capitolo è anche una riflessione sulla natura della memoria – la sua presenza persistente coscienza dell’uomo; i suoi effetti spaventosi; la possibilità di una susseguente speranza:”Una cicatrice storica non garantisce infatti che eventi orribili non si ripeteranno; l’esistenza di memoria può, tuttavia, concedere qualche speranza”. La quinta parte è il diario del prete che salva la bambina dal campo di concentramento, nel tentativo di ristabilire la speranza e la fede in Dio e nell’umanità, scopre che ha perso le sue.
E il topo rise ha a che fare con gli orrori dell’Olocausto e con la comprensione della natura umana, con la necessità di dimenticare per sopravvivere, e con la necessità di ricordare, comunque.

«E il topo rise è un libro unico. A differenza di altri libri sull’Olocausto che si concentrano solo sugli eventi storici terribili, il presente romanzo fa i conti con l’atto di ricordarli». Ebookee

«Questo romanzo si fonde comunque in un’indimenticabile e commovente storia che risuona nei lettori per gli anni a venire. Sarà un classico in futuro, e non saremo sorpresi di vederlo inserito in elenchi di lettura richiesti sia alla media sia a livelli di scuola superiore». Large print Reviews

“E il topo rise”

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