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traduzione dal giapponese di Mario Talamo

Le storie di vendetta furono una produzione letteraria molto popolare in Giappone tra la fine del XVIII e gli inizi del XIX secolo. I loro protagonisti sono vassalli, giovani samurai e capiclan, che riescono a portare a compimento con successo la missione di vendicare l’assassinio di un familiare, perpetrato puntualmente da individui che vivevano ai margini della società (diseredati e samurai privi di padrone). L’omicidio genera una spirale di sventure che conduce l’eroe, membro dell’aristocrazia militare, a sperimentare periodi di privazioni e di stenti, con la vendetta finale che si pone dunque come l’unico espediente in grado di ristabilire l’ordine preesistente. Storie di vendetta di samurai offre una panoramica sulla letteratura di vendetta giapponese degli anni a cavallo tra l’immediato dopo-riforma Kansei e la seconda metà del XIX secolo. I racconti narrano delle sofferenze di giovani eroi e dei loro trionfi finali: dai patimenti dei fratelli Hayashi per vendicare la morte del loro padre, alle accuse infamanti che il giovane Kazuma deve sopportare prima di arrivare alla vendetta finale contro gli assassini dell’amata Hanasaki. Non mancano poi le storie di donne vendicatrici: è il caso di Sakurado, che aiuta il figlio Magotarō a vendicare la morte del padre, e di Osayo, unica popolana tra i protagonisti della raccolta di storie di vendetta.

Gli autori delle storie di vendetta sono: Nansenshō Somahito (1749-1807), che visse una fase di grande popolarità grazie alle storie di vendetta. Jippensha Ikku (1765-1831), tra i primi scrittori di professione del panorama letterario premoderno giapponese, che raggiunse il successo grazie a un’opera comica intitolata Tōkaidōchū hizakurige (A piedi lungo il Tōkaidō, 1802-1809). Santō Kyōden (1761-1816), vero talento letterario del tardo periodo Edo, in grado di esprimersi in molteplici ambiti creativi (letteratura e pittura) e di ottenere successo in ogni settore; fu autore di alcune tra le opere più popolari del periodo, come Edo umare uwaki no kabayaki (Arrosto di libertino alla moda di Edo, 1785) e Nishiki no ura (Il rovescio del broccato, 1791). Shikitei Sanba (1776-1822), anch’egli scrittore di professione, reso celebre da due opere comiche, Ukiyoburō (Il mondo al bagno, 1809-1813) e Ukiyodoko (Il mondo dal barbiere, 1813-23). Goryūtei Tokushō (1793-1853), che fu scrittore, libraio e commerciante di carta di Edo. Santō Kyōzan (1769-1858), fratello minore di Kyōden e prolifico autore di opere rivolte a un pubblico femminile. Dontei Robun (1829-1894), altresì noto come Kanagaki Robun, che fu autore del celebre Seiyōdōchū hizakurige (A piedi in Occidente, 1870-1876), seguito dell’opera di Jippensha Ikku.

 

“Storie di vendetta di samurai”

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