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    Belén Gopegui

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ISBN: 9788865640234

Voglio essere punk

di: Belén Gopegui

Martina ha sedici anni e le inquietudini tipiche dei ragazzi della sua età. Ha una bella famiglia che le vuole bene, ma sta attraversando un momento difficile…

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Belén Gopegui, nata a Madrid nel 1963, ha scritto la sua prima prova narrativa, La escala de los mapas, nel 1993, Premio Tigre Juan e Premio Iberoamericano Santiago Del Nuevo Extremo. Con il romanzo Lo real, nel 2001, è stata finalista del XIII Premio Rómulo Gallegos 2003, del I Premio Fundación José Manuel Lara de Novela 2002, e finalista del Premio de la Crítica 2001.Voglio essere punk (Deseo de ser punk) è il suo ultimo romanzo pubblicato in Italia, con cui ha vinto il VII Premio per la narrativa spagnola Dulce Chacón. LIBRI PUBBLICATI IN ITALIA: Il lato freddo del cuscino, Neri Pozza Questione di scala, Le Lettere La conquista dell'aria, Giunti I suoi libri sono stati tradotti in Francia, Brasile, Germania, USA, Olanda, Turchia, Serbia, Portogallo, Polonia, Finlandia, Cina.
Libri di Belén Gopegui
Dettagli

traduzione dallo spagnolo di E. Rolla

Martina ha sedici anni e le inquietudini tipiche dei ragazzi della sua età. Ha una bella famiglia che le vuole bene, ma sta attraversando un momento difficile: il padre ha appena perso il lavoro, il fratello ha avuto un incidente guidando da ubriaco e ferendo gravemente il conducente dell’altra auto. Dopo l’improvvisa morte del padre della sua migliore amica, che faceva l’assistente sociale e che per Martina era l’unico adulto a capire la sua angoscia, la protagonista comincia ad andare male a scuola e a scontrarsi sempre più spesso con i genitori che sembrano non capirla. Martina rifiuta di adeguarsi alla società in cui le tocca vivere: non le piace il consumismo, né lo sguardo dei ragazzi su di lei… e si lamenta perché i giovani non hanno posti in cui andare e ritrovarsi, o stare soli a leggere, o a suonare, in un’epoca in cui ormai gli spazi pubblici sono colonizzati dalla logica capitalista. Martina però non sa come esprimere il suo malessere. È alla ricerca di quello che lei chiama un “codice” e infine lo trova nella musica rock e punk, come forma di ribellione contro il mondo e i valori degli adulti. Martina architetta un piano per attirare l’attenzione: la creazione di locali per adolescenti, locali che i ragazzi possano frequentare senza pagare e dove possano stare insieme o da soli, quando “ci sembra che tutto vada di male in peggio e l’unica cosa che si aspettino da noi gli adulti è che arrivi un giorno in cui ci mettiamo anche noi a vendere e a comprare tutto…” Una sorta di centri sociali, ma senza il continuo rischio di essere sloggiati dalla polizia per occupazione abusiva. Grazie all’aiuto dei proprietari di un negozio di dischi usati, Martina riesce a intrufolarsi in una stazione radiofonica mentre va in onda una trasmissione in diretta e mette in atto il suo piano: minaccia di suicidarsi tagliandosi le vene con una scheggia di vetro se lo speaker non legge in diretta il suo messaggio e poi mette a tutto volume la canzone che ha scelto. Il messaggio recita: “Interrompiamo la trasmissione per alzare il volume delle vostre radio, perché tutta la nostra angoscia vi entri nelle orecchie” e la canzone è Gimme danger di Iggy Pop. Martina riesce nel suo intento, perché il suo messaggio e la canzone vengono mandati in onda, ma qualcosa va storto…