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    Díaz Eterovic Ramón

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ISBN: 9788865640579

L’oscura memoria delle armi

di: Díaz Eterovic Ramón

Le armi di Heredia, molto più che l’inseparabile Beretta che porta nella tasca destra della giacca, sono la semplicità, la sobrietà, l’onore, l’autenticità.

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Ramón Díaz Eterovic, nato a Punta Arenas in Cile nel 1956, ha pubblicato una trentina di romanzi: La ciudad está triste, Solo en la oscuridad, Nadie sabe más que los muertos, Nunca enamores a un forastero, Ángeles y solitarios, Correr tras el viento, Los siete hijos de Simenon, El ojo del alma, El hombre que pregunta, El color de la piel, A la sombra del dinero, El segundo deseo, La oscura memoria de las armas, Correr contra el viento e, nel 2010, La muerte juega a ganador. È anche autore di libri per ragazzi: R y M investigadores. Ha ricevuto il Premio del Consejo Nacional del Libro y la Lectura (1995); il Premio Municipal de Santiago, genere narrativa, negli anni 1996, 2002 e 2007; il Premio Altazor 2009; il Premio Anna Seghers dell’Accademia delle Arti della Germania (1987); e il Premio Las Dos Orillas, del Salón del Libro Iberoamericano di Gijón (2000). I suoi romanzi sono stati pubblicati in Portogallo, Spagna, Grecia, Francia, Olanda, Germania, Croazia, Argentina e Italia.
Libri di Díaz Eterovic Ramón
Dettagli

traduzione dallo spagnolo di Enrico Passoni

L’investigatore privato cinquantenne Heredia è chiamato in causa dalla sorella maggiore di Germán Reyes, attivista dei diritti umani che, sopravvissuto alla dittatura del Generalísimo Pinochet, è assassinato in circostanze misteriose. Malgrado le reticenze iniziali, un po’ per indole, un po’ per necessità, Heredia finisce per accettare il caso. Le indagini sull’omicidio di Reyes lo porteranno a rovistare nei bassifondi più cupi della storia cilena: le torture di Pinochet, la dolorosa transizione alla democrazia, l’impunità dei militari, il loro riciclo sotto nuove vesti nella società civile e con esso il sistematico tentativo – complice la connivenza di buona parte della società civile – di cancellare ogni traccia di memoria. A dare man forte a Heredia una fitta costellazione di personaggi secondari (il fido chioscaro Anselmo, l’amico commissario Bernales, avvocati e dimostranti delle funas antiregime, oltre che un ‘doppio’ di Heredia stesso, il detective Montegón) che contribuiranno a dipanare l’intricata matassa e a consegnare a Virginia Reyes la soluzione della scomparsa del fratello. Heredia vince soprattutto in quanto è egli stesso un outsider, un sopravvissuto che, memore delle sue sofferenze, sa perfettamente per cosa valga la pena vivere e non si accontenta di facili verità premasticate. Fa affidamento sul suo gatto Simenon, sorta di incarnazione dell’alter ego della coscienza di Heredia con cui il detective abitualmente dialoga e si confronta per cercare verità alternative e nuove tracce o anche solo per combattere la solitudine. Le armi di Heredia, molto più che l’inseparabile Beretta che porta nella tasca destra della giacca, sono la semplicità, la sobrietà, l’onore, l’autenticità.

“L’oscura memoria delle armi”

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