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    Hanika Iris

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ISBN: 9788865640227

L’essenziale

di: Hanika Iris

Il protagonista lavora come archivista presso l’Istituto per la gestione del passato il cui compito è di raccogliere tutte le testimonianze scritte delle vittime dell’Olocausto

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Iris Hanika, nata nel 1962 a Würzburg, vive a Berlino dal 1979, dove scrive per il "Mercury" e come traduttrice di manuali dall'inglese. Ha pubblicato "Catherine, o l'esistenza di impegno" (storia), "Il buco nel pane" (Chronicle, 2003), "Music for Airports" (racconti brevi, 2005), "La scommessa sulla inconscio, o quello che avreste sempre voluto sapere sulla psicoanalisi" (con Edith Seifert, 2006) e "Berlin im Licht. Nel 2006, Iris Hanika ha vinto il Premio Hans Fallada. Con il romanzo L'essenziale, la scrittrice ha vinto nel 2010 il Premio per la letteratura dell'Unione Europea.
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Dettagli

traduzione dal tedesco di M. Pesetti

Il protagonista Hans Frambach vive a Berlino e lavora come archivista presso l’Istituto per la gestione del passato il cui compito è di raccogliere tutte le testimonianze scritte delle vittime dell’Olocausto e di inserirle, grazie alle moderne tecnologie informatiche, in un “meta-archivio” che le renda disponibili per la consultazione a livello mondiale. L’unica sua amica è Graziela Schönbluhm, donna non bella ma alla quale Hans è molto legato, proprio per la condivisione di infinite e convinte conversazioni ideologiche e filosofiche sull’importanza della vergogna e della gestione di un passato del genere. Hans ricorda una sua visita ad Auschwitz, quando aveva camminato sulla via percorsa dai condannati per raggiungere le camere a gas e, pur preso dall’angoscia, non riusciva a tornare indietro («neanche loro avevano potuto»), ma all’ultimo bivio aveva svoltato improvvisamente, quasi inconsapevolmente, a destra, «e poi fui libero». Nel frattempo Gabriela ha un inatteso risveglio dei sensi grazie alla relazione con Joachim, un uomo sposato, che diventa il nuovo e unico argomento di conversazione con l’amico Hans. La scoperta della carne è sufficiente a staccare Graziela dalla pesantezza della gestione della memoria e a proiettarla nella concretezza di un esaltato hic et nunc. Ma dopo due anni Joachim la lascia e Hans, che aveva sofferto l’allontanamento di Graziela quasi come un tradimento, ritrova la propria amica e la solita vita mai cambiata.
Il romanzo si rivela provocatorio perché l’essenziale si trasforma in qualcosa di molto diverso per ognuno. Graziela, coinvolta in una relazione con un uomo, trova l’essenziale nello scambio sessuale; per l’Istituto dove lavora Hans è ormai lo stesso archivio computerizzato; per la società tedesca l’essenziale è il continuo illuminare ciò che è oscuro, gettare luci sul passato, incidere i nomi di deportati su sampietrini dorati che non si possono ignorare camminando per Berlino (le “pietre d’inciampo”) o creare enormi monumenti di cemento a eterna memoria della storia. In realtà, l’impotenza di fronte a questi crimini è l’essenziale.

“L’essenziale”

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