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    Elizarov Michail

PROMO
ISBN: 9788865640364

Cartoni

di: Elizarov Michail

Siamo nel 1988 quando il protagonista, un ragazzino di nome German abbandona insieme ai genitori il piccolo paese per trasferirsi nella periferia di una metropoli russa

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Michail Elizarov è nato a Ivano-Frankovsk, in Ucraina, nel 1973. Ha studiato filologia presso l'Università di Kharkov. Attualmente vive in Germania, scrivendo per “Playboy”, “GQ”, “Frankfurter Allgemeine Zeitung”. Il bibliotecario ha vinto il Booker Prize 2008. Cartoni è il secondo romanzo pubblicato in Italia.
Libri di Elizarov Michail
Dettagli

traduzione dal russo di Giulia Marcucci

Siamo nel 1988 quando il protagonista, un ragazzino di nome German, abbandona insieme ai genitori il piccolo paese per trasferirsi nella periferia di una metropoli russa. Qui stringe amicizia con una banda di teppistelli che lo soprannominano Rambo. Ma un bel giorno la banda viene denunciata da un giovane “secchione” maltrattato dai ragazzi: tutti riescono a darsela a gambe tranne German. Catturato dagli sbirri finisce in una misteriosa Stanza minorile della polizia. Ad accoglierlo trova l’ispettrice capo Ol’ga Viktorovna Dan’ko. German rimane molto colpito dalle foto che vede appese alle pareti dell’ufficio della donna, in particolare da quella di colui che a breve entrerà nella stanza per mostrargli una filmina: si tratta di Aleksej Raziumovskij. German è costretto a visionare delle immagini commentate da Raziumovskij che narrano la storia personale di quest’uomo da bambino, degli efferati crimini da lui compiuti in una vetreria. Si tratta della storia della sua “rieducazione” avvenuta per merito di un pedagogo che a sua volta da piccolo aveva smarrito la retta via. La filmina termina con la storia di German in persona che, sottoposto a questo vero e proprio lavaggio del cervello, prova vergogna nel vedere sullo schermo una storia che in tanta parte gli appartiene. D’un tratto, la forte luce del proiettore costringe German ad aprire gli occhi: che sorpresa scoprire di trovarsi in una stanza d’ospedale, con a fianco la propria madre premurosa.