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    al-Bishr Badriya

PROMO
ISBN: 9788865641569

Profumo di caffè e cardamomo

di: al-Bishr Badriya

Le donne saudite ritrovano finalmente la voce e cominciano a farsi sentire

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Badriya al-Bishr è nata a Riadh (Arabia Saudita) nel 1967. Con una laurea in Sociologia presso la King Saud University e un dottorato di ricerca conseguito all'Università Americana di Beirut, attualmente è docente presso la King Saud University presso il dipartimento di Studi Sociali. Dal 1991 al 1993, ha curato una rubrica settimanale dal titolo 'Half Noise' per il quotidiano al-Youm a Dammam. Ha scritto anche per il giornale Riyadh e ha collaborato per Middle East Newspaper. Attualmente scrive per la famosa testata giornalistica Al Hayat. Ha pubblicato in Italia alcuni suoi racconti (La bidella e Diario scolastico) in Rose d'Arabia, a cura di Isabella Camera D'Afflitto, Edizioni e/o, 2001. Profumo di caffè e cardamomo (Hind wa al-'askar, Beirut) è stato pubblicato in lingua araba nel 2006.
Libri di al-Bishr Badriya
Dettagli

traduzione dall’arabo di Federica Pistono

È la storia di una giovane donna nell’Arabia Saudita dei nostri giorni, una voce femminile in un universo ancora governato dagli uomini e segnato dalla separazione dei sessi. In una società in bilico tra passato e futuro, tra Medioevo e modernità, si dipana la vicenda della protagonista che cresce e si forma in una famiglia rigidamente conservatrice: affamata di libertà, la protagonista, prima bambina, poi ragazza, quindi giovane donna, combatte per conquistare il proprio diritto a scrivere romanzi e scegliere il proprio destino. Dovrà affrontare un matrimonio combinato, un divorzio, un lavoro, un fratello terrorista per accedere, forse, a un futuro di indipendenza e serenità.
L’intera narrazione ruota intorno al difficile rapporto tra Hind, protagonista e voce narrante, e la madre Hyla. Donna autoritaria e dispotica, Hyla incarna lo stereotipo della casalinga cui non dispiace la propria condizione subalterna ed è sempre pronta ad osteggiare le libertà femminili, soprattutto quelle delle figlie, favorendo invece gli atteggiamenti misogini degli uomini. Violenta e calcolatrice, la donna gestisce la casa come un campo di battaglia, di cui lei è il soldato più autorevole, prendendo decisioni di ogni tipo sulla vita dei figli. È un personaggio ambiguo che ha avuto un passato di sofferenze: orfana di madre in tenera età e costretta a sposarsi troppo giovane, vive la prima notte di nozze come una brutale violenza che la porterà a detestare i marito, uomo mite e gentile soprattutto nei confronti delle figlie. Hyla si concede al marito, che considera suo carnefice, per ottenere qualsiasi tipo di concessione, anche solo per un gioiello. La figlia Hind, invece, rifiuta questo tipo di atteggiamento e fin da piccola mostra una propensione alla ribellione. Non si preoccupa del divieto di giocare per le strade del quartiere insieme ai ragazzi, anche se ciò le procurerà botte e punizioni. Durante il periodo adolescenziale ascolta musica e fantastica su storie d’amore con i cantanti sfidando i divieti materni, mentre per sua madre è proibito perfino sognare. Ribelle e coraggiosa, Hind non rinuncia a incontri clandestini con un ragazzo di cui si è invaghita, cui seguiranno mesi di detenzione in casa come castigo dopo essere stata scoperta. Nonostante la sua voglia di libertà, Hind è costretta a sposare Mansur, un uomo che non ama e che si dimostra insensibile nei suoi confronti, specialmente dopo la nascita della loro primogenita May che lui rifiuta in quanto femmina. Il loro rapporto peggiora notevolmente e giunge al divorzio quando Mansur le proibisce di scrivere, con l’appoggio della famiglia di Hind.