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    Nayruz Qarmut

ISBN: 9788865644010

Il mantello del mare e altri racconti

di: Nayruz Qarmut

queste storie mettono insieme un mosaico di diverse prospettive in ciò che significa essere una donna in Palestina oggi.

Autore
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Nayruz Qarmut è una giornalista, scrittrice e attivista palestinese, nata nel campo profughi di Yarmuk a Damasco nel 1984. È ritornata nella Striscia di Gaza all’età di undici anni – nell’ambito degli Accordi di Oslo del 1994 – dove attualmente risiede. Laureata in Economia presso l’Università di al-Azhar di Gaza, lavora presso il Ministero degli affari femminili, sensibilizzando sulle questioni di genere e promuovendo il ruolo delle donne in politica e in ambito giuridico, nonché la loro difesa dagli abusi ed evidenziando il ruolo delle questioni femminili nei media. I suoi articoli a carattere politico, sociale e letterario sono apparsi su numerosi giornali e riviste e online. Ha anche scritto sceneggiature per diversi cortometraggi sui diritti delle donne. È un’attivista e membro di diverse associazioni giovanili, che si battono per il cambiamento sociale in Palestina. Il mantello del mare, sua opera prima, ha vinto il Premio Pen Translates (2017) e l’Herald’s Angels Award alla Fiera Internazionale del Libro di Edimburgo (2018) dove l’anno successivo è stato il libro più venduto.
Libri di Nayruz Qarmut
Dettagli

traduzione dall’arabo di Barbara Benini

Il mantello del mare è una raccolta di racconti dove ogni storia offre uno spaccato del panorama emotivo e culturale di una comunità sotto il fuoco incrociato della politica e della tradizione. La storia che dà il titolo
alla raccolta, descrive il desiderio di libertà e romanticismo di una giovane ragazza mentre combatte contro le convenzioni familiari. Tema comune di questi racconti è il desiderio di auto-miglioramento e di educazione, unito alla frustrazione e al rimpianto per la mancanza di scelte. In Penna e quaderno, si narra di una famiglia che vive in povertà: i tre giovani figli raccolgono pietre dalle macerie di edifici distrutti e le rivendono. Il figlio maggiore dice ai suoi fratelli più piccoli di comprare una penna e un quaderno nella speranza che un giorno possano superare le loro difficoltà attraverso l’istruzione. In Allattamento al seno, una madre schiaccia il desiderio di sua figlia di studiare e la sposa con un uomo molto più anziano, per poi rendersi conto del suo errore quando la figlia torna a casa, con il cuore spezzato, dopo il divorzio. Ne La lunga treccia, la protagonista sfida coraggiosamente il suo insegnante che insiste sul fatto che stia “sprecando il suo tempo” con il canto. In Uva nera, un lavoratore palestinese chiede un salario più equo al suo datore di lavoro, un colono ebreo, per aiutare suo figlio all’università. Il datore di lavoro si rifiuta di pagarlo e lo accusa falsamente di essere un “terrorista”. In Gigli bianchi, un operatore di droni israeliano prende di mira con noncuranza un innocente giovane palestinese, che sta comprando fiori: Il processo di uccisione è simile a un videogioco.
In quest’opera, Qarmut descrive con passione la vita quotidiana in una zona di guerra.

“Il mantello del mare e altri racconti”

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