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    de Almeida Carla Maia

PROMO
ISBN: 9788865642658

Fratello lupo

di: de Almeida Carla Maia

una toccante storia per ragazzi

14.00 8.50

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Autore
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Carla Maia de Almeida è una giornalista freelance, scrittrice e traduttrice portoghese. Collaboratrice regolare di Noticias Magazine, è attualmente responsabile per la critica e la diffusione di libri per bambini nella rivista LER. Laureata in Comunicazione Sociale, ha scritto diversi libri per ragazzi. Il romanzo Irmão Lobo (Fratello lupo), 2013, illustrato da António Jorge Gonçalves, ha conseguito diversi premi letterari.
Libri di de Almeida Carla Maia
Dettagli

traduzione dal portoghese di Matteo Rei

illustrazioni di António Jorge Gonçalves

Attraverso un racconto a due voci, questo libro narra di una famiglia costretta a cambiare vita e di un viaggio attraverso un Paese che va in rovina. Al suo interno si intrecciano le voci di Ghiandina, a otto anni, quando parte in spedizione «verso il fuoco e verso il centro della Terra» e dello stesso personaggio che, ormai adolescente, ricorda la strana avventura vissuta nell’infanzia. In Fratello Lupo, Carla Maia de Almeida ha realizzato un piccolo miracolo: mostrare dall’interno, con il giusto equilibrio tra rigore narrativo e pensiero magico (sottolineato dalle straordinarie illustrazioni di António Jorge Gonçalves), la storia di una famiglia in via di disintegrazione. (…)

«Libro per bambini e ragazzi? Solo metà verità. Fratello Lupo è un libro talmente buono che tutti gli adulti dovrebbero essere costretti a leggerlo». Pedro Miguel Silva, Rua de Baixo

• Consigliato dal National Reading Plan

• Nominato per il Premio Autori 2014 della Società portoghese di autori / Categoria Miglior libro per bambini

• Selezionato per il White List Ravens 2014 (International Youth Library)

• Selezionato per la lista I migliori libri del 2014 (Arcádia Magazine, Colombia)

• Fundacion Cuatrogatos 2017 – I migliori libri per bambini e ragazzi di Iberoamerican Creators.

António Jorge Gonçalves a due anni ha cominciato a essere quattrocchi e ha dovuto usare una benda sull’occhio destro (come i pirati), per esercitare l’occhio pigro. Ciò non gli impediva di riempire il retro di fogli dattilografati con fumetti fatti con la penna sferografica (la prima di queste storie, quando aveva quattro anni, raccontava la nascita di una zebra). A sei anni, con i suoi due fratelli, ha creato Space Story, una rivista di fumetti di cui esiste un unico esemplare disegnato a mano. Poi è stata la volta delle fanzine stampate con il papà, nei fine settimana, usando la capricciosa macchina da stampa offset dell’ufficio. Ha sognato di essere un fumettista con le grandi pagine della rivista Tin tim, ancora fresche di stampa, nelle officine grafiche dell’editrice Bertrand. È stato secchione al liceo e ha cantato in chiesa. Poi un giorno è arrivato all’Accademia di Belle Arti e ha scoperto la libertà. Si è innamorato «da morire» e ha fatto belle e brutte figure. Ha iniziato a viaggiare e, così, ha realizzato il suo sogno d’infanzia. Un giorno si è tolto gli occhiali, si è fatto crescere le basette ed è partito portandosi in spalla un computer e una chitarra, per perdersi nel labirinto delle grandi città. Ha creato il progetto Subway Life, disegnando persone sedute nei vagoni della Metropolitana di città come Londra, Lisbona, Berlino, Stoccolma, San Paolo, New York, Atene, Tokio o Il Cairo. È tornato ed ha assistito alla nascita di una bambina che ora gli fa compagnia nell’atelier, vestita da principessa, e disegna figure con le facce sorprese.