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    Eltit Diamela

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Imposta alla carne

di: Eltit Diamela

Due donne emarginate, vittime dell’esclusione sociale di una patria ineffabilmente repressiva

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Diamela Eltit è una delle scrittrici più audaci dell'America Latina ed è molto apprezzata per le sue iniziative d’avanguardia nel mondo delle lettere. Eltit ha iniziato il suo impegno con la letteratura nella sua nativa Cile durante gli anni della dittatura di Pinochet, pubblicando i suoi apprezzati primi romanzi, Lumpérica (1983) e Por la patria (1986). Da allora ha pubblicato, tra gli altri, El Cuarto Mundo (1988), El Padre mio (1989), Vaca sagrada (1991), Los vigilantes (1994), Los Trabajadores de la muerte (1998), Mano de obra (2002), Jamás el fuego nunca (2007) e Impuesto a la carne (2010). È stata premiata più volte da organizzazioni internazionali e ha ricevuto il prestigioso premio Iberoamericano de Letras José Donoso nel 2010.
Libri di Eltit Diamela
Dettagli

traduzione dallo spagnolo di Natalia Cancellieri ISBN 9788865640593 € 12,75 prezzo scontato Due donne emarginate, vittime dell’esclusione sociale di una patria ineffabilmente repressiva, sono le protagoniste di questo romanzo dall’andamento onirico, incalzante e quasi scabroso…
Due donne emarginate, vittime dell’esclusione sociale di una patria ineffabilmente repressiva, sono le protagoniste di questo romanzo dall’andamento onirico, incalzante e quasi scabroso, articolato da un torrenziale monologo in prima persona che si configura come una ricostruzione allegorica della storia cilena degli ultimi due secoli.Duecento anni che riecheggiano come un mantra per tutto il romanzo e che sono incarnati dalla coppia madre-figlia al centro della narrazione, una coppia costituita da due corpi bicentenari, controllati e seviziati dalle presunte cure di un esercito di potenti medici, schiere di infermiere compiacenti e irriducibili fans della medicina.A riportare i fatti è la figlia, che ha la stessa età della madre, la quale è rinata il giorno in cui l’ha data alla luce e le è talmente legata da vivere all’interno del suo corpo. Il suo resoconto, pertanto, muove da un patto di solidarietà viscerale, quello che consente alle due donne di sopravvivere tanto a lungo nonostante la reclusione in un ospedale lugubre e opprimente, che non può non ricordare gli scenari più foschi della dittatura di Pinochet e che nel libro è esplicitamente associato allo stato, alla patria.