copertina Limone e altri racconti

Kajii Motojirō 

traduzione dal giapponese di Luca Capponcelli


La produzione letteraria di Kajii si colloca in una fase cruciale del Giappone moderno. Dopo il grande terremoto del Kantō (1923) nel mondo intellettuale emerge l’esigenza di ridefinire l’identità giapponese. Sebbene Kajii raccolga gli stimoli delle
principali tendenze letterarie dell’epoca, per contenuto e per stile i suoi racconti non sono ascrivibili a una corrente precisa. La prosa lirica unisce l’esplorazione del mondo interiore con la tradizione giapponese, Baudelaire, Poe e la contemplazione
estetica del reale. Un tema centrale è la tubercolosi. Il corpo malato è un topos su cui convergono elementi ricorrenti quali la mappatura del confine culturale tra metropoli
e provincia (Limone, Giornate di Inverno) e il motivo del doppelgänger come trascendenza dall’Io materiale (Fango, L’ascesa di K). I racconti composti durante il suo soggiorno a Izu approfondiscono i motivi della luce e delle tenebre in connessione
al dualismo tra vita e morte (Il rotolo delle tenebre, Mosche d’inverno). Negli ultimi anni riprende il giovanile interesse per il marxismo, come nel racconto Il paziente spensierato, che affronta la questione della morte per tubercolosi attraverso la
prospettiva realistica delle condizioni sociali della gente nella periferia di Osaka.

«Fin dalle prime pagine del libro, abbiamo sicuramente la sensazione di entrare in un nuovo universo in cui le cose, le emozioni e gli oggetti quotidiani diventano il centro della nostra attenzione». Bohème Magazine

Kajii Motojirō (1901-1932), nato a Osaka, nel 1924 studia all’università di Tokyo dove lancia la rivista Aozora in cui pubblica il suo racconto d’esordio Remon. Ha scritto circa 20 racconti brevi pubblicati su Aozora e Chūōkōron, di cui alcuni incompleti. Ammalatosi di tubercolosi, si cura in un sanatorio della penisola di Izu, dove frequenta Kawabata e altri scrittori che ne ammirano il talento letterario. Dopo un breve periodo a Tokyo, dal 1928 torna a Osaka per l’aggravarsi della tubercolosi, fino alla morte nel 1932. I suoi racconti ottennero recensioni entusiaste da scrittori suoi contemporanei come Kawabata e Kobayashi Hideo. La qualità del suo stile e i temi che affronta hanno goduto di un rinnovato interesse nel Giappone del dopoguerra.

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