copertina Palessandreide

Saša Sokolov

traduzione dal russo di Mario Caramitti


Ambientato nel futuro, precisamente nell’anno 2757, č una raccolta di memorie di Palisandr Dal’berg, pronipote di Lavrentij Berija e successore al trono di Russia dopo la sua morte. Il periodo in cui si svolge il racconto č chiamato Bezvremen’e (Senzatempo), in cui governano le figure di Brežnev, Chruščev, Andropov. In una Russia insieme imperiale e sovietica, tra storia alternativa e epos moderno, un novello Enea, discolo orfanello del Cremlino, provoca con uno scherzo la morte di Stalin, viene mandato per punizione a fare il mastro di chiavi nel bordello di stato organizzato nel piů celebre monastero di Mosca, partecipa a una congiura mistico-cortigiana contro Brežnev, finisce in esilio in una non meno fantasiosa Etruria, dove ingaggia un tourbillon di gesta eroico-farsesche, praticando con assiduitŕ i suoi sport preferiti – la seduzione delle vecchine e il surfing per le incarnazioni precedenti. Alla fine sarŕ richiamato in patria da trionfatore e eletto “Cronarca di tutte le Russie”. Uno dentro l’altro si srotolano un romanzo picaresco e un romanzo erotico, una spy-story dal colorito esoterico e un fervido resoconto memorialistico, in una lingua spumeggiante, barocca, sovrabbondante e melodiosa che seduce e culla la lettura. 

Saša Sokolov (1943) č da considerarsi uno degli scrittori piů interessanti del panorama russo contemporaneo. Sin dal suo esordio con il romanzo Škola dlja durakov (1976) pubblicato in Italia con il titolo La scuola degli sciocchi (Salani), emerge la sua capacitŕ di modellare la lingua russa e di creare una narrazione strutturalmente complessa, priva di una trama e di una cronologia di eventi definita. L’elemento principale che salta all’occhio di ogni lettore č la lingua utilizzata, ricca di artifici e giochi linguistici. Sokolov si distingue infatti per il suo stile innovativo e per come costruisce la propria narrativa, che rendono i suoi romanzi estremamente affascinanti. In particolare le opere successive a La scuola degli sciocchi, Meždu sobakoj i volkom (1980) e Palissandreide (Palisandrija, 1985), si presentano ormai come opere tipiche del mainstream postmodernista. 

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