copertina Shanghai

Yokomitsu Riichi

traduzione dal giapponese di Costantino Pes


Shanghai, 1925. Figure inquiete si aggirano per la città. Tra queste, due giovani giapponesi: Sanki lavora in banca, coprendo le losche operazioni finanziarie del suo direttore; Kōya è un uomo d'affari d'assalto, privo di scrupoli ma vivace e dinamico. Attorno a loro la Shanghai d'inizio secolo, metropoli dinamica che preannuncia quella del nostro presente: le nebbie del porto sul lungofiume, i vicoli scuri e affollati, le fabbriche in rivolta, i canali sporchi e maleodoranti, i locali gremiti di clienti provenienti da tutte le parti del mondo. L'azione si svolge in buona parte nel quartiere in cui si riuniscono le rappresentanze dei paesi occidentali, la zona degli affari e dei night club in cui si balla al ritmo delle canzoni all'ultima moda. I protagonisti si muovono anche per i vicoli della città cinese, abitati da una popolazione dolente e misera dedita alle più varie attività: coolies, portatori di risciò, mendicanti… e i postriboli, affollati di prostitute giapponesi, cinesi e perfino russe, residui dell'aristocrazia sfuggita alla Rivoluzione d'Ottobre. Altri personaggi si aggirano nel calderone della città, agitata dai grandi rivolgimenti storici del tempo, tra scioperi nelle fabbriche, uomini d’affari di tutto il mondo in cerca di opportunità e movimenti panasiatici e nazionalisti, appoggiati da gran parte dei protagonisti, che coltivano idee di ribellione contro la dominazione occidentale.

«Yokomitsu Riichi ha occupato una posizione centrale nel mondo letterario giapponese nel corso degli anni '20 e '30, e forse è l'unica vera controparte nella narrativa giapponese moderna allo stile sperimentale e "modernista" esistente
in Europa durante e dopo la Prima Guerra Mondiale». Dennis Keene, University of Oxford

«Nel suo periodo di massimo splendore, negli anni 1920 e 1930, Yokomitsu Riichi è stato indicato come Bungaku no kamisama (un dio della letteratura)». Andrea Kempf, Johnson County Community College.

Yokomitsu Riichi (1898-1947) è uno degli autori giapponesi più importanti della sua epoca. Ottenne inizialmente fama con uno stile influenzato dalle avanguardie letterarie europee del periodo. Nella seconda metà degli anni '20 fondò lui stesso, con alcuni colleghi, tra cui l'amico Kawabata Yasunari (premio Nobel per la letteratura nel 1968), un gruppo di sperimentazione letteraria noto come Shinkankakuha (Neopercezionisti). Tra le sue opere più note di quegli anni, due racconti, ambedue tradotti in italiano: Nichirin (L'astro solare) e Haru wa basha ni notte (La primavera arriva su una carrozza). Il romanzo Shanghai ha rappresentato uno dei suoi tentativi più noti di mettere in pratica lo stile sperimentale da lui teorizzato, pur mantenendolo accessibile al pubblico. Shanghai è stato tradotto in lingua inglese e pubblicato negli Stati Uniti nel 2001.

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