copertina La giornata di un Opričnik

Vladimir Sorokin

traduzione dal russo di Denise Silvestri


DA UNO DEI PIÙ GRANDI SCRITTORI CONTEMPORANEI, UN ROMANZO DISTOPICO SULLA RUSSIA DEL FUTURO.

VINCITORE DEL PREMIO VON REZZORI 2015 PER LA MIGLIORE OPERA DI NARRATIVA STRANIERA PUBBLICATA IN ITALIA

prezzo scontato - spedizione gratuita

Russia, 2027. La monarchia è stata restaurata. Una rivoluzione neozarista ha costruito un nuovo Stato repressivo. La fustigazione è tornata, e il Cremlino è stato ridipinto con il suo originale colore bianco. Il sublime auto-isolamento nazionale è stato riscoperto: una Grande Muraglia si estende dall'Europa attraverso il Caucaso fino ai confini della Cina a proteggere la Russia. Protagonista del romanzo è Andrei Komiaga che lavora da Opričnik, la polizia segreta e braccio dello zar, sul modello dei peggiori eccessi di Ivan il Terribile. Komiaga, quasi privo di personalità per la sua esasperata lealtà verso la Russia, lo zar, e gli altri Opričniki, è una delle guardie più temute del paese. Nel corso di una giornata, Andrei Komiaga renderà testimonianza e parteciperà a brutali esecuzioni, feste stravaganti, incontri con ballerine, indovini, e anche la zarina. Egli stupra e saccheggia, ma si commuove fino alle lacrime ascoltando le canzoni della sua terra.
Il nuovo romanzo di Sorokin esplode con fantasia e umorismo nero. Un sorprendente e implacabile ritratto di un impero difficile e inquietante, La giornata di un Opričnik è allo stesso tempo una visione ricca fantasticata del futuro e un’affilatissima diagnosi di un paese in crisi.

«Vladimir Sorokin è uno dei più grandi scrittori russi, e questo romanzo è uno dei suoi migliori». Gary Shteyngart

«Chi vuole saperne di più sulla Russia e quello che potrebbe essere il risultato di [Vladimir] Putin dovrebbe leggere il libro. È buio e distopia, ma è una parte della nostra vita». Garry Kasparov, Time

«La giornata di un opričnik tiene il passo con i classici distopici come Fahrenheit 451 e onora la tradizione di Dostoevskij, Tolstoj e di altri grandi scrittori russi, anche se i suoi personaggi bruciano i loro libri». Library Journal

Vladimir Sorokin (Mosca 1955) è uno dei più grandi scrittori russi contemporanei. È stato anche sceneggiatore, drammaturgo, pittore, grafico e librettista per il teatro Bolshoj. Provocatore, irriverente, deve la sua notorietà internazionale al romanzo La coda (pubblicato in Italia da Guanda). Ghiaccio, uscito in Russia nel 2002, è stato pubblicato da Einaudi nel 2005. I suoi libri sono stati tradotti in ventidue lingue. Ha ricevuto il titolo di “Chevalier des Arts e Lettres” ed è membro del PEN russo.

Recensioni: Flaneri, Premio Gorky, Alfabeta2, Umbria24, Libredine, Alias , Sottoosservazione, Festival Letteratura

Intervista a Vladimir Sorokin a cura di Paola Marinozzi

Intervista alla traduttrice a Radio Capodistria

È Vladimir Sorokin con La giornata di un Opričnik - Atmosphere Libri, traduzione di Denise Silvestri – il vincitore della nona edizione del Premio Gregor von Rezzori per la migliore opera di narrativa straniera tradotta in Italia.

Lo scrittore russo è stato premiato oggi alla presenza del Sindaco di Firenze Dario Nardella. Ad annunciare il vincitore, nel corso di una cerimonia che si è svolta nel Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio, la giuria composta da Ernesto Ferrero, Beatrice Monti della Corte, Edmund White, Alberto Manguel e Andrea Bajani.

Questa la motivazione con cui la giuria ha assegnato il Premio a Vladimir Sorokin:

"Il romanzo di Vladimir Sorokin si svolge nell'anno 2027 in una Russia fittizia. Racconta un giorno della vita di un Opričnik. È un riferimento a una setta creata da Ivan il Terribile nel 1565 con lo scopo di eliminare i suoi nemici spesso ricorrendo a mezzi brutali e cruenti. Nel mondo raccontato da Sorokin gli eccessi dell’impero di Ivan il Terribile e della Russia di Putin sono ampliati e resi nei più fantasiosi ed orrendi dei modi. Nessun dettaglio ci è risparmiato. Dallo stupro di gruppo della moglie di un nobile sospetto, trovata nascosta in una gigantesca stufa ad una visita degli Opričnik ad una sauna dove si godono un’orgia sublimata da droghe e dai vapori del kvass e poi si rilassano ascoltando Rachmaninov sorseggiando champagne dello Szechuan. Questi odierni Opričniki invece che con i neri stalloni del tempo antico si spostano su delle Mercedes russe sul cui cruscotto sono appese delle teste di cane tagliate di fresco. Una delle particolarità di questo libro è il linguaggio inventato da Sorokin per raccontare questa nuova Russia. È un mish-mash di gergo di business, di diktat della Russia imperiale, di propaganda sovietica e di folklore. Al primo impatto La giornata di un Opricnik sembra essere precipitato tra noi da un altro pianeta, ma ha un posto ben radicato nella tradizione russa. Si sente l'eredità di due grandi satiristi, Bulgakov e Gogol nel cumulo barocco dei dettagli, nell'abile tessitura di fantasia e di realtà, nell'azione senza sosta. Naturalmente si sentono degli echi di Solgenitsin da Ivan Denisovic come pure la vertiginosa abilità linguistica ci fa pensare a Dostoevskij. Sorokin piace non solo per la sua continuità col passato, ma perché ne fa qualcosa di estremamente nuovo, terrificante e comico. Edmund White lo ha definito con grande efficacia un diamante nero".

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